Polarizzazione
Pubblicato il 24 feb 2026
Polarizzazione.
Una parola sconosciuta a molti.
Una parola che viene dalla fisica.
Ma non sto qui ad ammorbarvi con il concetto di campo elettrico e di cariche libere.
Polarizzazione:
“processo psicosociale che conduce a una progressiva e graduale modificazione dei propri atteggiamenti, a favore di posizionamenti e opinioni più estreme.”
Siamo costantemente vittime della polarizzazione.
Tendiamo ad approssimare la realtà, come esseri umani.
O è bianco o è nero.
Il grigio non è contemplato.
Il grigio è noioso.
Non attrae.
Non divide.
È insipido.
(se vogliamo proprio citarmi L’arte di non piacere)
Essere una persona polarizzante funziona, parliamoci chiaro.
Permette una rapida scrematura tra le persone a cui piaci e quelle a cui non piaci.
La tua identità è chiara, limpida.
Raccoglie voti (non siamo dei politici dai, per ora…),
perché a chi piaci, piacerai alla follia.
Chi ti odia, ti odierà con la stessa intensità.
Oddio, sto spiegando come funziona la propaganda politica?!
Torniamo a noi.
Il punto è che nelle relazioni sociali, viva la polarizzazione.
Essere chiari e trasparenti su chi siamo può solo portare benefici.
Meno rotture di palle.
E meno incomprensioni.
Però nel ragionamento, nel famoso pensiero critico, allora no.
Chi subisce l’effetto della polarizzazione è una vittima a tutti gli effetti.
Molto spesso non comprende come la comunicazione divisiva su vari temi sia dovuta a due principali aspetti:
- Scarsa conoscenza dell’argomento. (Effetto Dunning Kruger: persone che stanno nella parte estrema della gaussiana, credendo di sapere tutto)
- Manipolazione
Sulla scarsa conoscenza mi duole ricordare che il buon Socrate diceva: “So di non sapere”.
E forse dovrebbe bagnare di umiltà un po’ tutti quanti.
Purtroppo meno sappiamo e più pensiamo di sapere.
Di essere arrivati.
Più ci si avvicina al centro della campana (gaussiana) e più ci si rende conto che la conoscenza di un determinato argomento è complessa.
Sempre più complessa.
E sempre più difficile da afferrare completamente.
Quindi chi afferma qualcosa con nettezza assoluta o è nell’1% degli studiosi globali…
o è un mero ignorante.
Poi, se antepone la particella “secondo me”, può dire tutto.
Libertà di parola.
E io avrò la libertà di confutarti.
Magari anche di insultarti. Nulla di personale, sia chiaro.
Libertà di critica.
Sulla manipolazione che dire…
Costantemente veniamo manipolati.
Da persone perfettamente in grado di capire che la polarizzazione funziona.
E vince sempre.
Attrae.
Quindi via di illazioni nette, parzialmente errate, ma che strizzano l’occhio all’emotività di ognuno di noi.
Chi è in grado di comprendere questo meccanismo manipola chi ha davanti per i propri scopi.
La divisione crea rabbia.
Crea attaccamento.
Siamo esseri umani. Funzioniamo così.
Ci piace essere tifosi.
Schierarci.
Insultare l’altro schieramento.
Quindi un po’ ce la meritiamo questa manipolazione.
A me non mi avrete mai.
È solo conoscendo le regole del gioco che impari a non essere inc…
(Poi de gustibus, ci mancherebbe)
Il punto è che molto spesso non lo si fa per scopi nobili.
Manipolazione e scopi nobili.
Sembra un ossimoro, lo so.
Eppure manipolare polarizzando per portare consenso a una causa pragmatica e giusta può essere interessante.
È una delle basi del buon politicare.
È importante uscire dall’acqua calda, guardarsi intorno.
E capire che viviamo in un mondo totalmente polarizzante.
I social hanno portato tutto questo all’estremo.
O siamo belli o siamo brutti.
O abbiamo vite pazzesche e siamo cool, oppure siamo dei falliti.
O sei contro i migranti o sei un super inclusivo che se li terrebbe sul divano.
Il punto è che ogni tentativo di approssimazione della realtà porta con sé una semplificazione.
E la semplificazione porta con sé una scelta netta.
A destra o a sinistra.
Dovremmo invece ricalibrarci.
Provare a guardare le cose con cautela.
Senza banalizzare.
Senza essere vittime inconsapevoli della polarizzazione.
Tutti noi siamo vittime.
Tanti di noi sono artefici.
Io non sono contro la polarizzazione come strumento.
Come strumento sociale di scrematura.
Nel decidere chi vogliamo nella nostra vita e chi no.
Nell’affermare le nostre idee per essere ascoltati.
Però almeno abbiate la consapevolezza di riconoscerla.
Perché veniamo manipolati dai media.
Ma anche nella vita di tutti i giorni.
Spesso siamo attratti dagli estremi.
Perché è più facile.
È molto più difficile stare nel mezzo.
Analizzare entrambe le facce della medaglia.
Scegliete da che parte stare, ci mancherebbe.
Ma fatelo solo dopo aver avuto la decenza di guardare cosa c’è in mezzo.
Altrimenti non siete liberi pensatori.
Siete solo tifosi da stadio.
E di ultrà, là fuori, ne abbiamo già abbastanza.
Ah, dimenticavo.
Buon Sanremo a tutti!
A presto.
A.L.
P.S.
Se questo post vi ha fatto arrabbiare, ottimo.
Vuol dire che la polarizzazione funziona benissimo.