È la somma che fa il totale?

Pubblicato il 23 dic 2025

Ci sono le vacanze.

Ma ormai da parecchio non sono più vacanze vere e proprie.

La sessione incombe.

Però, scevri da lezioni, sicuramente abbiamo più tempo.

Tempo che dedicheremo sicuramente a cose molto utili, vero?

È momento di aperitivi, cene, dopocena, feste, come se con l’anno nuovo non ci vedessimo più…

Ma è sempre bello vedersi gli ultimi dell’anno.

C’è un velo di malinconia per l’anno che finisce e felicità per l’anno che verrà.


Tra uno studio universitario, una cena e l’altra, una mia amica mi ha riacceso la fiamma per la disciplina del decision making.

Era da un po’ che l’avevo nella lista delle cose da approfondire.

Forse è arrivato il momento di superare l’arte dello Tsundoku e buttarmici sopra.

Comincio ad aprire alcuni link che avevo salvato a riguardo, mentre studio i fondamenti del decision making dal buon Farnam Street.

Come ogni volta che si studia qualcosa si aprono milioni di hyperlink, fino a quando mi imbatto in uno dei modelli mentali descritti dal caro Shawn Parrish, autore del blog FS:

Moltiplicative system vs Additive system.


Fermi tutti.

Premesse doverose.

Seguirà un post approfondito sulla questione decision making, mental models e compagnia bella. (quando avrò terminato questo lungo percorso…)

Ma intanto è importante dare una piccola infarinatura.

Saper prendere decisioni è una delle arti più importanti che abbiamo.

Le decisioni impattano ogni cosa, presente e futura, che accade nelle nostre vite.

Non tutti nascono ottimi decisori.

Nessuno nasce imparato, nemmeno in questo.

Ed è per questo che esistono discipline che smontano i nostri preconcetti, spesso fallaci, detti bias cognitivi, permettendoci di prendere decisioni migliori e in modo sempre più critico.

Shawn, tra gli strumenti per prendere decisioni, introduce ed espande il concetto di modelli mentali.

Una vera e propria cassetta degli attrezzi che ci aiuta a osservare la realtà, depauperarla dai nostri bias cognitivi e prendere decisioni sempre più accurate ed efficaci.


Uno dei modelli mentali in cui mi sono imbattuto è proprio l’arte di saper riconoscere un Moltiplicative system da un Additive system.

Dopo aver dato per assodato che tutto è un sistema.

(sì, mi sto facendo odiare, lo so…)


Andrea è un ragazzo bello, alto, intelligente, autoironico, ma è uno stronzo e fa scappare tutte le persone che ha intorno.

(Frutto di fantasia ed invenzione, chiamasi esempio!)

Andrea vuole conoscere nuove persone.

Beh, se tutte le altre caratteristiche erano degli n positivi, il fatto di essere uno stronzo è un attributo che porta il punteggio a zero.

Annulla tutto quello che c’è prima.

E come ben saprai, se non sei rimasto alla materna:

n x n x n x 0 = 0.

Questo è un tipico sistema moltiplicativo.

Se una caratteristica vale zero, annulla tutto il punteggio.

Andrea non conoscerà nessuno.


Sei a cena con una ragazza.

Se sei donna va bene comunque, è un blog aperto a tutti.

Siete in un bellissimo posto.

Arriva l’antipasto ed è eccellente, quegli scampi erano pazzeschi.

Arriva il primo ed è superlativo, uno spaghetto alle vongole cremosissimo.

Il secondo è buono ma non eccellente, potevano almeno spinarlo quel branzino.

Poi arriva il dolce, il peggior dessert della tua vita.

Beh, sicuramente esci dal ristorante un po’ amareggiato.

Usciti vi chiedete: abbiamo mangiato bene?

Beh sì dai, peccato per il dolce.

Ecco, questo è un sistema additivo.

Anche se il dessert non vi è piaciuto, è stata comunque un’ottima cena.

n + n + n - n = 2n.


Mi ha colpito molto questo approccio.

Mi ha fatto capire quanto sia importante riconoscere se ci si trova di fronte a un sistema additivo o moltiplicativo.

Mio padre dice sempre che “è la somma che fa il totale”.

In un sistema additivo, assolutamente sì.

Anche se ci sono dei meno, l’importante è che sia un gioco a somma positiva.

Nei sistemi moltiplicativi, invece, capiamo che possiamo fare tutto ciò che vogliamo, ma se c’è uno zero nel prodotto annulla tutto.

Se in uno sport volevi diventare un campione ma con il crescere dell’età non sei riuscito ad affermarti, a un certo punto l’età annullerà tutto il resto.

Potrai essere disciplinato, geneticamente portato, ma qualcosa prima o poi ti bloccherà e tornerai a zero.


E se anche la vita fosse un sistema moltiplicativo?

Viviamo, amiamo, viaggiamo e poi arriva un istante in cui il prodotto si moltiplica per zero.

Valiamo davvero zero in quel caso?

Non lo so.

Spero tanto sia additiva.

E che la morte sia solo un ”-” in un mare di ”+“.

E che il punteggio rimanga fisso nel tabellone dei nostri figli, di chi ci ha conosciuto, di chi ci ha amato.

O forse staremo tutti a zero.

Chissà.



A presto,

A.L.

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