La vita è un gioco a somma positiva
Pubblicato il 26 nov 2025
La vita è una lunga battaglia.
Contro lei stessa.
Contro noi stessi.
Molto spesso vince lei.
Qualche volta vinciamo noi.
Ogni tot mi ritrovo in momenti duri.
Momenti in cui serve carattere.
Forza.
Per affrontare ciò che la vita ci pone davanti.
E mi sento come se stessi sempre lottando in una battaglia che, alla fine, mi sono imposto io.
Lottiamo tutti i giorni per qualcosa che desideriamo.
Per migliorare la nostra vita.
Io lotto ogni giorno per mantenere la fiamma viva.
Anche se a volte vorrei spegnerla.
Vedere tutto grigio.
Non soffrire.
Non gioire.
Tutto estremamente piatto.
Però la vita non è un gioco a somma zero.
E preferisco provare a far si che il gioco tenda ad una somma positiva.
Anche se significa che i negativi potrebbero essere più dei positivi.
Però i coefficienti cambiano tutto.

Anche se n_volte_negativi è maggiore, l’utilità negativa è infinitamente più piccola dell’utilità positiva.
E dopo questo piccolo pippone algebrico, che dire.
Ogni giorno lotto con il desiderio recondito di spegnermi.
Lasciar andare ambizioni, sentimenti, amicizie.
Mollare tutto.
Fanculo.
Poi mi ricordo della formuletta di prima.
E penso che forse devo proteggere la fiamma a ogni costo.
Anche quando diventa piccola piccola.
Rimane.
È lì.
Coltivate la vostra fiamma.
Anche quando la vita prova in tutti i modi a spegnerla.
Proteggetela.
Non permettete a niente e nessuno di spegnerla.
Nemmeno a voi stessi.
Perché quando la fiamma si spegne, il grigio e il silenzio avvolgono tutto.
E sì, magari non si soffre.
Ma non si gioisce.
Non si crede più in qualcosa.
Non si lotta con tutti noi stessi verso qualcosa.
Non si ama.
E sinceramente non ne vale la pena.
Anche se sembra la strada più semplice.
Ne ho conosciute di persone che quella fiamma l’hanno lasciata morire.
Si cresce, arrivano le responsabilità, ci si adagia.
Si prende il primo lavoro che capita.
La prima persona che capita.
Ed è la ricetta perfetta per una vita infelice.
Perché chi è apatico lo è per paura.
Paura di soffrire.
Paura di fallire.
E allora si distacca.
Vede tutto con freddezza.
Troppa lucidità, poca vita.
Lo ammetto.
Per un periodo lo sono stato anche io.
Non me ne accorgevo.
Non provavo niente.
Non soffrivo.
Non gioivo.
Non amavo.
Sembravo un automa.
Non lo auguro a nessuno.
Io lotto ogni secondo per non tornarci.
Se mi spengo è finita.
Divento una macchina.
E non voglio diventarlo.
Anche se la vita spesso mi spinge in quella direzione.
Io continuo a oppormi.
Non deve accadere.
Preferisco soffrire.
Essere vivo.
Vedere la vita a colori.
Non in una scala di grigi.
Anche quando fa male.
Anche quando quella morsa nel petto mi stringe e devo spingere contro ogni istante per non cedere.
Non vincerà lei.
Finché avrò forza.
Io lotto.
Lottate anche voi.
Contro la vita.
Contro voi stessi.
Perché ne vale la pena.
È sempre un gioco a somma positiva.
Sempre.
Anche se i bilanci si fanno solo a consuntivo.
A presto,
A.L.