Diario di una sera afosa

Pubblicato il 24 giu 2026

Sono stanco.

Di fare.

Di disfare.

Odio chi si lamenta.

Sembra che faccia tutto lui e che gli altri non facciano un cazzo.


Fa caldo. Vorrei buttarmi in una piscina piena di ghiaccio. Ma poi sentirei troppo freddo. E dopo di nuovo caldo. Siamo animali complicati.


Sento il peso. Delle responsabilità.

Delle scelte.

Vorrei fuggire.

Ma lo sentirei comunque.

Cazzo.


Ma tutto ha un incastro?

Oppure esistono puzzle difettosi?

O pezzi in più che dobbiamo buttare?

La vita è un rompicapo.


Tutto ha un senso?

Odio le domande filosofiche.

Le fanno quelle persone che non sanno che fare.

E quindi si masturbano pensando.

Che comunque…

sempre meglio che stare col cervello in mano.


È da anni che scrivo.

Sei, per l’esattezza.

Ma a cosa mi è servito?

Non rileggo quasi mai il passato.

Al più lo immagino.

Quello che ricordo.

A volte riaffiora.

Scopro cose che non pensavo mi fossero accadute.

Poi però mi dico:

“stai pensando troppo al passato”.

E allora penso al futuro.

Ancora peggio…


L’ansia.

Sono ansioso.

Non sembra.

Non sempre è forte.

Però c’è.

Alberga dentro di me.

“E se?”

“E se?”

“E se?”

Troppi ombrelli da portare.


Perdere tempo è una costante.

Faccio continuamente cose futili.

Parlo con persone che non mi interessano.

Instauro rapporti fugaci.

Leggo cose irrilevanti.

Il rumore mi pervade.

E comunque senza il rumore perderei il gusto del segnale.


Vorrei leggere Montale.

Mi piacciono gli irriverenti.

Chi non vede la vita in modo banale.

Chi dice davvero quello che pensa.

I perfettini mi puzzano.

I buoni non esistono.


Faccio continuamente cazzate.

Ma miglioro?

Oppure mi ripeto?

Possibile che, per quanto sappiamo tutto, per capire davvero ci dobbiamo passare?

Amigdala, datti una svegliata…


Siamo ricorsivamente degli stronzi?

Oppure miglioriamo col tempo?


Le persone intorno a noi sono felici?

Oppure facciamo finta di non osservarle?

Pensiamo di stare peggio di tutto il mondo.

E poi distogliamo lo sguardo.


Chi è anziano è felice?

Ogni mattina, al parcheggio dell’università, vedo una coppia di signori.

Si tengono per mano e camminano.

Ma lo fanno per inerzia?

O perché si amano ancora?

Ogni mattina alle sette passeggiano.

Lui aspetta lei perché è un po’ sbilenca.

Non credevo che mi sarei mai emozionato per due vecchi che camminano storti.

Sto prendendo una brutta piega.

Non so di chi sia la colpa.

Sarà il caldo.



Vabbè, basta per oggi.

Ma come fate voi che non scrivete?

Sono convinto che abbiate compiuto almeno un omicidio.

Diffido di voi come diffiderei del mio peggior nemico.

Che esiste?

Sì.

Me stesso.

Che fastidio i banalotti.



Montale




Ciao.

A.L.

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