Le circostanze

Pubblicato il 5 feb 2026

Ci sono persone che sai benissimo che non rivedrai più.

Parentesi che, come tali, hanno una chiusura.

Addii che si trasformano in realtà.


Ci si vorrebbe dire tanto.

Ma si rimane così.

Con i non detti che pervadono la stanza.


Odio i non detti.

Però sono affascinanti.

Uno sguardo può essere ricco di non detti.

E si rimane sempre con il dubbio.

Non potevamo dircelo?


Sicuramente è molto da film.

Solo che di solito uno dei due poi rincorre l’altro per dirglielo.

Nella vita è meno scenico.

Semplicemente non ci si vede più.


Per scelta, per carità.

Ma anche per circostanza.


Le circostanze che tanto ci uniscono.

Ma che tanto ci dividono.

Sono acceleratori di rapporti.

Ma possono anche distruggerli, appena vengono meno.


Come un atleta dopato che smette col doping e prova a fare una corsa.

Non è più bello com’era prima.


Dovremmo crearle noi le circostanze, per continuare un rapporto.

Ma è estremamente difficile.

Siamo pigri.

Indaffarati.


Sicuramente, se le creiamo, vuol dire che ci teniamo alla persona in questione.

Non che, se non le creiamo, allora non ci piace la persona che abbiamo davanti.

Semplicemente non abbastanza.


La mediocrità purtroppo, nei rapporti, perde sempre.

Può essere alimentata un po’ dalle circostanze, ma come tutte le batterie del mondo, a forza di caricarle, dopo un po’, se le stacchi dalla presa, muoiono istantaneamente.


Circostanze.

Ci definiscono.

Ci fanno crescere.

Ci fanno conoscere le persone più importanti della nostra vita.

Ce ne fanno perdere alcune.

Ci fanno capire chi vale la pena e chi no.


Le possiamo creare.

Le possiamo subire.

Un sano mix di culo e volontà.

Come tutto nella vita.


Siamo il prodotto di n circostanze.

Casualità che si trasformano in intenzionalità.

E se non succede, voleva dire che era destino.

L’importante è versare nell’imbuto, diceva qualcuno…


Dedicato alle circostanze.

Che tanto mi hanno dato.

Ma che spesso mi hanno lasciato l’amaro in bocca.


Come quei film col finale aperto.

Che non sai mai come andrà a finire.

Ma d’altronde la vita non è un film.

O forse sì.


Siamo costantemente in un finale aperto.





A presto.

A.L.

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