Siamo delle teste di c***o
Pubblicato il 15 gen 2026
Siamo delle teste di cazzo.
E non possiamo farci niente.
Sì, possiamo tendere a non esserlo.
Ma la realtà è che lo siamo.
Siamo animali.
Quando abbiamo una cosa non la vogliamo.
Quando non l’abbiamo, la vogliamo.
Ci stufiamo.
Cambiamo.
Gettiamo.
Siamo perennemente insoddisfatti.
Rincorriamo cose inutili.
Futili.
Egocentriche.
Egoistiche.
Egoriferite.
Siamo tutti degli egomani del cazzo.
E se dici “io non sono così… parla per te!”
È proprio di te che ho paura.
Sei il peggio del peggio.
Pensiamo di essere migliori degli altri.
Che spacchiamo tutto.
E poi tentenniamo alla prima difficoltà.
Ci lamentiamo costantemente.
In modo inutile, futile, controproducente.
Perché tanto, ma sì, un po’ di sano lamento…
Puntiamo sempre il dito.
Perché sia mai sia colpa mia.
Stiamo scherzando?
Siamo materialisti.
E chi non lo è, lo fa con l’anima.
Pensiamo di essere a posto con noi stessi.
Ma siamo una manica di incompresi.
Siamo una contraddizione umana.
Crediamo di fare le cose per noi stessi.
Ma in realtà mettiamo foto per far vedere quanto fighi siamo.
Quanto leggiamo.
Quanti hobby fighi abbiamo.
Quanto siamo tirati in palestra.
Le persone ultra interessanti che frequentiamo.
I locali particolari, new age, alla moda, con cui ci deliziamo in frivoli sabati sera.
Mostriamo i nostri viaggi.
Le nostre experience.
Sempre col telefono in mano.
Perché oh, poi come faccio a far vedere a tutti che sono un figo?
Ah, e se non uso il telefono e i social sono ancora più figo.
Perché non dirlo in ogni conversazione?
Ci riempiamo di velleità.
Che facciamo per essere meno soli.
Ma facciamo finta di non esserlo.
O elogiamo il fatto di saper stare bene soli.
Puttanate.
Non vi credete nemmeno voi.
Ci costruiamo identità modello, figlie dell’omologazione.
“Ma no, io sono diversa!”
Puttanate.
Siamo tutti omologati.
Dipende solo da dove guardi il mondo.
Vediamo tutti le stesse cose.
Leggiamo le stesse inutili notizie.
Guardiamo tutti gli stessi film del cazzo.
Siamo fotocopie divise per categorie che girano per la società.
Ci riempiamo di finto altruismo.
Per far sì che il nostro ego ribolla.
Così da dormire bene la sera.
Quando sappiamo tutti benissimo che diamo per ricevere.
Ricevere apprezzamento è ricevere.
Ed è un atto egoistico.
Benvenuti nel club dei consapevoli.
Non ci accontentiamo mai.
Vogliamo sempre di più.
Il telefono più grande.
Più soldi.
La vacanza migliore.
Il posto di lavoro più figo, cool e intraprendente.
Vogliamo che la nostra percezione ci preceda.
Perché mai dovrei spiegare chi sono all’altro?
Ah, e poi se ci piace qualcuno.
Dirglielo?
Ma che stiamo scherzando.
No.
Lo si fa capire.
Like alle storie.
Seguiamo le amiche per capire.
Sondiamo.
Per poi stufarci immediatamente.
Appena si intravede dell’interesse.
Il flirt è il nostro elisir sacro.
Ma se poi poco poco sfocia in altro,
per carità.
Mica ci vogliamo impegnare davvero?
Ah, e se non sei nella gabbia degli squali,
ancora peggio.
Coppie senza reciprocità.
Coppie in cui l’amore è finito da secoli, ma dai, mica ci possiamo lasciare.
Coppie in cui partono tradimenti a raffica.
Tanto finché è reciproco.
E se invece si è fortunati, litigi a go go.
Continue perdite di tempo, necessarie, che dovrebbero sanare il rapporto.
Uscitine con gli stessi amici.
Monotonia.
Stessi viaggi.
Stessi ristoranti.
Stesse ricorrenze.
Cena da lui, cena da lei, Natale con i tuoi e il sacro San Valentino…
E via, con il valzer della noia.
Siamo ipocriti.
Siamo falsi.
Siamo stronzi.
Siamo imperfetti.
Non sappiamo il perché di quello che siamo.
Lo siamo e basta.
Sì, ci sono persone migliori delle altre.
Tu sei una di queste! (sicuramente… ;)
Ma alla fine siamo questo.
Chi più, chi meno, delle teste di cazzo.
E va bene così.
L’importante è riconoscerlo.
E tendere a esserlo sempre meno.
Anche se è dura.
Almeno per quanto mi riguarda.
“Si Andrea, lo sappiamo!”
Grazie.
Tu non sei da meno.
A presto.
A.L.
P.S.
Un po’ tagliente, un po’ scurrile.
E se è il primo post che leggi, perdonami.
Veramente.
Anzi no.
Sono anche questo!