L'ostinata abitudine di stupirsi
Pubblicato il 28 apr 2026
Stavo scrivendo un post parlando di una sensazione che spesso sento nella mia vita.
Quella sensazione di aver visto tutto.
Di sentirmi un vecchio saggio nel corpo di un 22enne.
Di aver perso quel fanciullino che poneva domande con spensieratezza.
Quella spensieratezza di avere una risposta che non si interpoli ad altre risposte ricevute prima.
Quella verginità.
Dovuta alle mille persone conosciute.
Alle mille risposte interessanti, deludenti, geniali.
Quella sensazione di aver provato tutti i tipi di dolore, gioia, rabbia e qualsiasi altra emozione possibile.
Quel sentirsi che tutto quello che verrà sarà solo un mix di cose già viste.
Poi però mi sono fermato.
E mi sono chiesto:
Ma è davvero così?
Davvero tutto quello che vedo mi annoia?
No.
Per niente.
Per quanto tante curiosità me le sia tolte,
ho sempre voglia di scoprire.
Di conoscere persone nuove.
Di approfondire tematiche nuove.
Forse ancora di più di prima.
Certo, lo faccio con un bagaglio diverso.
Non sono più un pischello di primo pelo.
Ho vissuto intensamente.
Mi sono successe cose tra le più disparate.
Eppure ogni volta mi stupisco.
In positivo e in negativo.
La noia, quando arriva, è solo una lotta contro l’atrofizzazione.
Perché in realtà io sono un appassionato della vita.
Amo la vita.
(non mi sono drogato sia chiaro)
Amo scoprire.
Stupirmi.
Rimanere di stucco.
Tornare a casa con un pensiero nuovo.
Rielaborarlo e portarlo con me.
E questo accade solo se sei appassionato all’altro.
Poi è chiaro, il mio bagaglio mi permette di scremare.
Di distinguere una persona vuota da qualcuno di valore.
Ma quelli sono filtri che costruisci negli anni.
E vanno bene così.
Quella capacità di riconoscere chi ha la testa sulle spalle e chi è rimasto alle medie.
Amo guardare il cielo.
Ogni giorno sembra diverso.
Una sfumatura nuova.
Una stella in più.
E anche se ho visto tramonti incredibili,
ogni volta rimango ammaliato.
Sempre di più.
Vivere ti fa apprezzare ancora di più la vita.
L’incertezza.
I dolori inaspettati.
Le delusioni.
I comportamenti che non ti aspettavi.
Per quanto a volte sembri tutto già visto,
in realtà è sempre tutto nuovo.
Ogni volta si soffre in modo diverso.
E sì, è affascinante anche questo.
Sia la gioia che il dolore cambiano sempre forma.
E poi c’è la conoscenza.
Quel peso sulle spalle che può diventare possibilità.
Ogni giorno possiamo capire qualcosa di nuovo.
Trovare correlazioni.
Confutarci.
Migliorarci.
Evolvere.
Scoprire il nostro modo di guardare il mondo.
Esprimerci.
Raccontare cosa ci affascina.
Trasmettere la propria identità.
Scrivere un post sul fascino della vita.
Okay, basta. Sono stato fin troppo smielato.
Il punto è che vedo poche fiamme negli occhi di chi guardo.
Spesso spente dalla quotidianità, dalle responsabilità, dai dolori.
Dalle esperienze che segnano.
Quelle che ci fanno perdere il fascino della vita.
Quelle che ci fanno credere che tutto sia marcio.
Che tutto sia uguale.
Che sia inutile riprovare.
Poi però fai un passo.
E ti accorgi che il mondo fuori è ricco.
Di sensazioni nuove.
Di esperienze inimmaginabili.
E anche quando sei convinto di aver visto tutto,
riesce comunque a farti ricredere.
Sempre.
La vita è un viaggio lungo.
E non ho intenzione di fermarmi all’inizio solo perché ho corso troppo veloce.
C’è ancora tanto da fare.
Anche se a volte ho la sensazione di aver già corso abbastanza.
Puttanate.
È solo paura di inciampare di nuovo.
Ma ogni volta è diverso.
Altrimenti mi sarei fermato alla prima buca.
Ogni tanto ricordatevi di come vi affascinavano le cose da bambini.
Anche le più piccole.
Guardare un fiore.
Studiare qualcosa che vi interessa.
Parlare con qualcuno.
Guardarvi dentro.
E per quanto a volte possa sembrare un vecchio burbero snob,
continuo ad affascinarmi alla vita.
A volte soffro.
A volte gioisco.
A volte mi stupisco.
Vivo.
E questo è affascinante.
A presto,
A.L.