Procede
Pubblicato il 3 mag 2026
Ciao.
Come va?
È parecchio che non parliamo a tu per tu.
E quindi eccoci qua.
Dato che volevi sapere come andasse la mia vita.
Che stessi facendo di interessante, cool e incredibile.
Ah no?
Non ti fregava niente?
Peccato.
Allora niente.
Ti ascolterò, non dirò nulla.
Scherzo.
Tanto hai poco diritto di replica.
Nuovi format in arrivo.
Mi sento un direttore di produzione di un’emittente televisiva.
Mi manca solo un po’ il fare radical chic e una terrazza a Piazza Euclide.
Nulla di così insormontabile.
Seriamente.
Ho deciso che ogni mese pubblicherò una nuova rubrica:
“What else?”
E non perché mi senta George Clooney.
Beh, forse il fascino…
Scherzi a parte.
Un post in cui racconto il mio sguardo sul mondo.
Quello che mi ha colpito, ragionamenti vari, cose che mi hanno affascinato.
Per darvi spunti.
Nuove fonti.
Sguardi diversi dentro bolle che magari non pensavate esistessero.
Sarà grezzo.
Umano.
Non sarà perfetto. Per quello c’è Perplexity.
È un modo per vedere qualcosa fuori dalla solita narrazione appiattita.
Per portarvi dentro qualche mia bolla.
Ci farò qualche riflessione, se mi va.
O se lo ritengo necessario.
Un modo per portare il mio signal in mezzo al noise
e capire come sono messo con i filtri.
(spoiler: peggio di quello che pensavo…)
Questo lato blog.
Università.
Procede bene.
Mi aspetta una sessione di quelle memorabili.
Esami molto tecnici all’orizzonte.
Capirò finalmente come funziona l’elettricità.
La commistione tra campo magnetico e campo elettrico.
Com’è fatto un impianto a vapore, a gas, e come tutto questo ci fornisce energia per permetterci di scrivere stronzate sul World Wide Web.
(un po’ da boomer, lo so…)
Vedrò com’è strutturato un impianto industriale.
Magazzino, logistica, produzione.
Tanta carne sul fuoco.
Sicuramente ne uscirò migliore.
E con meno dubbi su come funziona il mondo.
È il momento di toccare qualcosa di concreto.
Ho dato con le cazzatine da top manager, strategy consultant.
Bisogna sporcarsi le mani.
Poi me le laverò
e tornerò a guardare le cose dall’alto,
ma con un’approssimazione migliore.
Ogni tanto serve mettersi la lente d’ingrandimento e approfondire.
La big picture diventa più nitida.
Vabbè insomma tanta fatica e dolore all’orizzonte.
Ma come disse qualcuno:
“qualcuno dovrà pur farlo…”
Vuoi davvero sapere come sto?
Tutto apposto.
Direi, mentendo spudoratamente.
No dai.
Procede.
Che è un buon modo per dire che non stai né di merda né bene.
Procede.
Sono molto contento di come sia andato il TVx e degli apprezzamenti ricevuti.
(che come ben sai non sono mai abbastanza…)
Finalmente ho qualcosa da far vedere ai miei figli
per farmi prendere in giro.
Oltre a questo fantastico blog
che dovrò censurargli fino ai 18 anni.
Ho ricominciato nuoto.
È stato strano tornare nel centro dove ho iniziato.
Sembravo un veterano che rientra sul campo di battaglia.
Con qualche chilometro in meno sulle spalle.
Ma con molta voglia di riprendere.
È assurdo come ho subito ripreso a stare in fase meditativa mentre nuoto.
Mi aveva cambiato la vita.
Le decisioni più importanti le ho prese tra un 200 metri e l’altro.
Forse mi ha fatto male smettere per 4 anni…
Direi una good choice riprendere.
Quasi da pacca sulla spalla.
(ma non sono così egomane da darmela da solo)
Continuo ad affascinarmi alla vita.
Alla natura.
Al cielo.
Al guardarmi dentro.
Anche se dentro non ci sono solo fiorellini e uccellini.
Ci sono anche dolori
e piccoli critici interiori pronti a piegarmi in due.
Manco fossero giurati della guida Michelin.
Ultimamente ho vissuto emozioni molto forti.
Alti e bassi ben pronunciati.
Però fortificanti.
Credo. Spero.
Sto imparando a lasciare andare.
A non forzare.
A restare centrato anche quando arriva la tempesta.
Ora si apre un’altra fase.
La fine della triennale.
Il mio probabile trasferimento nella grande capitale.
Una magistrale che mi porterà verso un futuro ignoto.
Buio, forse.
Ma ricco di soddisfazioni.
In Italia? All’Estero? In Burmini?
(Il Burmini credo sia estero, Andrea…)
Chissà.
Stai bene.
Ci sentiamo.
(forse)
A.L.