Di chi sono i nostri giorni?
Pubblicato il 26 dic 2025
“La grazia è la bellezza del dubbio.”
Così ci delizia il grande e maestoso Paolo Sorrentino.
La grazia è la capacità di essere leggeri.
Di esser leggiadri quando tutto è rigido.
È il movimento armonioso che nasconde lo sforzo.
L’accettare l’incertezza.
La certezza è pesante.
Ci rende meccanici.
L’accettazione del dubbio ci rende fragili.
E la fragilità ci dona leggerezza.
Un foglio di carta non si frantuma.
Un mattone si.
La grazia è descrivere l’immobilismo come dinamismo.
Una persona che guarda un tramonto.
Due signori anziani che si stringono le mani.
Un bambino che abbraccia la madre.
La grazia è affrontare la vita rimanendo nel presente.
Cercando di divincolarci nel qui ed ora.
La grazia è osservare l’altro.
Senza controllo.
Senza giudizio.
Guardarne la profondità.
L’essenza.
Lo sguardo.
Il sorriso.
La grazia è la fortuna che abbiamo di vivere.
Di amare.
Di poter essere ciò che vogliamo.
Di appassionarci.
Di poter rimanere immobili.
Di poter essere dinamici.
La grazia è la libertà di chiederci: “di chi sono i nostri giorni?”
Li possediamo?
Ne abbiamo diritto?
Li stiamo sfruttando al meglio?
Perché vivere?
La grazia è il non dare risposte.
Osservare la domanda.
Come un ballerino che sembra fermarsi a mezz’aria.
Prendersi il tempo.
Non tutto ha risposta.
Non so di chi sono i miei giorni.
Ma non è la serata.
Rimango immobile.
Mi muovo sempre.
Nel cercare di rispondere.
Nel cercare di capirmi.
Non oggi.
Sono fermo.
Osservo.
Rido.
Piango.
Non do giudizi.
La grazia.
La grazia è tutto ciò che accade mentre smetti di voler capire.
A presto.
A.L.
Grazie PS.