L'anno che verrà

Pubblicato il 29 dic 2025

Buon anno.

L’anno sta finendo.

C’è chi lo vive come se fosse un giorno come gli altri.

C’è chi lo usa come slancio per stilare i maledetti buoni propositi.

C’è chi si ferma a pensare a quello che è stato.

Ognuno si rapporta con la fine dell’anno a suo modo.

Siamo vittime di una convenzione.

Dovrebbe essere un giorno come un altro.

Eppure…

È un momento di riflessione per tutti noi.

Un momento in cui le nostre gradazioni alcoliche schizzano a livelli mai registrati.

Però c’è del fascino nella fine dell’anno.

È come guardare un tramonto sapendo che il giorno dopo sorgerà di nuovo il sole.

Siamo tutti più speranzosi a fine anno.

Spaccheremo, sarà il nostro anno.

Tutte cazzate che ci raccontiamo.

E che poi dimenticheremo all’inizio di febbraio.

Ogni anno la stessa solfa.


Aspetta, vuoi sapere cosa faccio io a fine anno?

Vado a una festa ai Castelli Romani.

Ah, intendi che riflessioni faccio ogni fine anno?

Ma proprio tutto vuoi sapere?

Sicuramente non scrivo inutili buoni propositi, vittime di una scarsa maturità e di una comprensione superficiale di come siano fatti gli esseri umani.

Anche se in passato ci sono cascato anch’io.

Buoni propositi che vagano e che dimentichiamo il 29 gennaio.


Beh, tenetevi caldi.

Ecco il mio metodo di recap annuale.

Volevi davvero che ti facessi il mio personale?

Sei duro di comprendonio, direbbe una mia professoressa delle medie…


I buoni propositi sono inutili.

Gli obiettivi sono utili.

Scriversi gli obiettivi in un luogo che possiamo consultare durante l’anno è ancora più utile.

Che cos’è un obiettivo?

“Un obiettivo è un risultato specifico, desiderato e pianificato che una persona o un’organizzazione si impegna a raggiungere entro un certo periodo, fungendo da motivazione e direzione.”

Deve essere specifico.

Desiderato. (davvero… e non tanto per fare i fighi!)

E pianificato. (in questo caso è facile: per la fine dell’anno che verrà)

Basta buoni propositi vaghi.

Dobbiamo darci una direzione.

E già ti sento:

“Eh ma non è detto che si riesca a realizzarli…”

Gli obiettivi servono a dare una direzione.

Non importa non riuscirci.

Importa seguire quella traiettoria.

Come diceva qualcuno, anche l’utopia è una direzione.

Ponetevi grandi obiettivi.

Male che vada vi sarete avvicinati.

Ed è sicuramente meglio che non esserseli posti affatto.


Una volta strutturati gli obiettivi per l’anno nuovo, li si riguarda quando ci si sente un po’ persi.

Sono ovviamente obiettivi macroscopici.

Non: “voglio arrivare a cucinare la miglior pasta con le cozze della terra…”

Anche perché a febbraio potresti esserti stufato delle cozze. (mai!)

Vabbè ci siamo capiti.

Specifici, ma macro.


L’anno successivo si valuta com’è andato l’anno.

Se le direzioni sono state prese oppure no.

Se gli obiettivi sono stati raggiunti o meno.

Molto spesso alcuni vengono meno.

Altri li raggiungiamo.

Dipende da noi.

Ma non c’è nulla di male nel non raggiungerli.

L’importante è la consapevolezza.


E gli obiettivi di inizio anno li abbiamo sistemati.

Pensavi davvero che mi fermassi qui?

Male.

Ok, sono pronto a essere preso per pazzo.

Da anni, per fare un recap dell’anno, scrivo un riepilogo complessivo ed emozionale.

Quasi come un racconto, ripercorro i punti salienti dell’anno.

Ma vi dirò di più.

Faccio un video.

Il video di fine anno.

Sì, come il Presidente della Repubblica.

Da aspirante tale non posso esimermi.

Scherzi a parte.

È estremamente interessante vedere come si cambia negli anni, e soprattutto i pensieri che si fanno di anno in anno.

Ovviamente sono video non pubblici.

Anche se dopo averlo rivelato…

Sono video per me.

Per il me degli anni successivi, o chi per lui.

Pensieri sciolti, senza una forma precisa, né troppo specifici.

Tanto la controparte conosce bene la storia.


È finita?

Quasi.

Ricordate gli obiettivi macro?

Sì dai, siete lettori sul pezzo.

Bene.

Gli obiettivi vanno anche spalmati nell’anno.

Divido l’anno in quattro quarter.

All’inizio di ogni quarter scrivo gli obiettivi e le considerazioni per la fine del periodo, e così via.

Sono due anni pieni che lo faccio ed è molto interessante.

Perché gli obiettivi macro sono importanti, ma lo sono anche le piccole traiettorie ogni quattro mesi.


Sono pronto a essere preso per pazzo.

Non sarebbe la prima volta…

Ma effettivamente, altrimenti non stareste su questo blog.

Che dire.

Vi ho rivelato il segreto per essere persone di successo!

Ma va.

Se conoscessi la ricetta magica non ve la direi.

Semplicemente mi piace avere un resoconto, negli anni, di ciò che è stato e di ciò che sarà.

Mi aiuta a rimanere centrato.

Mi fa capire che ogni anno miglioro sempre un po’ di più.

Dico sempre meno stronzate, ma mai abbastanza…


Buon anno.

Spero che passiate il Capodanno con le persone giuste.

Spero che abbiate colto la palla al balzo per riflettere sull’anno ormai in decadimento.

E vi auguro che il prossimo sia il vostro anno!

Che spacchiate tutto!

A parte gli scherzi.

Spero che percorriate al meglio le vostre direzioni.

Che gli alti siano più dei bassi.

E che vi sentiate soddisfatti alla fine di tutto, ma mai abbastanza…

C’è sempre di meglio da fare, da vivere e da scoprire.

E soprattutto da imparare.

Ho imparato tante cose quest’anno.

Molte grazie a voi.

E grazie a chi mi circonda.

E grazie a quel signorino dentro di me, estremamente curioso della vita.


State bene.



A presto.

A.L.


Ci vediamo l’anno prossimo!

(battuta cringe portata a casa… :)





Potevo non chiudere con il grande Lucio Dalla che ne “L’anno che verrà” scrive:


“Vedi, caro amico, cosa si deve inventare

Per poter riderci sopra

Per continuare a sperare

E se quest’anno poi passasse in un istante

Vedi, amico mio, come diventa importante

Che in questo istante ci sia anch’io

L’anno che sta arrivando tra un anno passerà

Io mi sto preparando, è questa la novità”


Adiós.

Lenzi © 2026