Basta cazzate...
Pubblicato il 14 giu 2026
Osservare la realtà è più che mai fondamentale.
Il rumore sta infestando la nostra società.
Siamo immersi sempre di più in contenuti di scarsa qualità.
Tante newsletter, tante opinioni, tante notizie irrilevanti.
Molte generate e accelerate dall’AI.
Ora più che mai, scindere il segnale dal rumore è l’unico mezzo che abbiamo per analizzare la realtà.
Sono qui per rispondere oggi a una domanda:
“Come vedi il mondo oggi? Cosa ti spaventa? Cosa ti affascina?”
Questa ovviamente è la mia visione.
Biased.
Da uomo etero bianco italiano.
Che però osserva in modo critico la realtà, cercando di guardare più fonti possibili e schieramenti diametralmente opposti.
Non sarà un’analisi omnicomprensiva di tutti i problemi del mondo, ma uno snapshot di quello che penso in questo momento su argomenti sui quali mi sono informato.
Cercando di ragionare insieme a voi su possibili warning, opportunità e prospettive future.
Buona lettura.
SpaceX, Anthropic, OpenAI, grandi IPO all’orizzonte…
Le società cosiddette di frontiera nell’innovazione tecnologica bruciano miliardi a ritmo incessante per inseguire un cambiamento profondo della società.
Arrivare su Marte, arrivare a un’AGI, plasmare per sempre l’innovazione scientifica.
Queste sono alcune delle mission che hanno aziende di questo tipo.
Come tutte le innovazioni disruptive, costano parecchio.
E non è nemmeno detto che arrivino a compimento.
Il caso di SpaceX di Elon Musk è emblematico.
Recentemente ho avuto l’opportunità di partecipare a uno speech con un astronauta dell’ESA.
Ci ha raccontato come l’innovazione di Elon sul razzo che letteralmente è tornato indietro abbia cambiato per sempre la nostra storia.
Fino a vent’anni fa era qualcosa di totalmente impensabile.
Però i lanci spaziali costano.
Bruciano miliardi.
Per arrivare a diventare profitable bisogna raggiungere il grande obiettivo: Marte.
Elon ce la farà?
Beh, per il momento si è dovuto inventare dei piccoli giochi di potere per attrarre capitale, limitare le perdite e spingere ancora di più l’acceleratore sull’innovazione.
In pratica ha fatto un bel mappazzone.
Ha preso X, comprata per 44 miliardi di dollari, e l’ha fatta assorbire dalla sua società di frontiera nel campo dell’intelligenza artificiale, xAI.
Poi ha creato un ecosistema in cui convivono xAI, Starlink e SpaceX.
Starlink è profittevole, xAI è lì lì e SpaceX continua a bruciare miliardi.
Un mappazzone fatto per distribuire le perdite di SpaceX sulle altre due unità.
Sì, anche per sinergie strategiche, per carità.
Sicuramente su Marte agli astronauti serviranno i porno generati da Grok…
E poi il colpo finale.
Vendiamo questo bel miscuglio al pubblico.
IPO.
Pieghiamo il Nasdaq affinché mi inserisca nell’indice prima ancora delle regole.
E via di plusvalenze per gli early investor.
Tutto il mondo freme per comprare qualcosa che è gambling, ma con un sottostante.
Una scommessa.
“Musk andrà su Marte?”
Se ci riesce facciamo tutti 10x.
Se non ci riesce, ci buttiamo tutto in faccia.
Intanto i pesci grossi, istituzioni, hedge fund e banche d’investimento hanno già comprato.
Pronti a rivendere ai loro bei clienti, in modo assai prezzolato, l’investimento del futuro.
E fin qui potrebbe anche essere tutto normale.
Da sempre le IPO funzionano così.
Gente che corre all’impazzata per accaparrarsele prima degli altri.
Ma in questo caso il salto è nel vero buio.
Una valutazione stimata di almeno il doppio di quella reale.
Un vero e proprio gioco d’azzardo.
1,73 trilioni di valutazione e 18,7 miliardi di revenue.
Follia.
Riuscirà a soddisfare le aspettative?
Intanto il caro Elon si sta godendo tutti gli elogi.
“Elon Musk, il primo trilionario della storia.”
Su questo vorrei frenarvi dalle puttanate che sto sentendo in questi giorni.
Non ha mille miliardi sul conto corrente.
Non può liquidare istantaneamente le quote delle sue aziende e ottenere quella cifra.
Se un azionista di maggioranza come lui vendesse tutte le sue quote, credete davvero che varrebbero ancora quella cifra?
Fuggirebbero tutti.
Venderebbero tutti.
Le quotazioni precipiterebbero fino a superare i minimi storici.
Niente trilioni per Elon.
Al più qualche miliardo, se è veloce.
Quindi basta stronzate da questo punto di vista, vi prego.
Probabilmente è più ricco in liquidità il vostro vicino di casa.
E questo è solo un esempio.
Quest’anno si quoteranno Anthropic, OpenAI e compagnia cantante.
L’hype è alle stelle.
Trilioni di valutazioni.
Ma c’è del sottostante?
Il mercato darà il suo prezzo.
Ciò che è certo è che è un momento di estremo warning.
Stiamo scommettendo che questi player cambieranno il mondo.
Facciamo estrema attenzione.
La puzza di merda è difficile da nascondere.
Staremo a vedere…
Stiamo dando potere a grandi player americani di plasmare la nostra società per sempre.
E gli stiamo dando anche i soldi per farlo.
Attenzione.
Estrema cautela.
E se è tutto ammericano?
Prima parlavamo di grandi quotazioni, trilioni su trilioni, investimenti globali, plasmare la nostra società futura.
Ma chi sono questi?
Sono tutti americani.
Siamo indietro più che mai.
Questi sono disruptive.
Hanno già cambiato le nostre vite nel presente.
Ieri Claude Fable è stato reso disponibile solo ai cittadini americani rispetto al resto del mondo.
Qualsiasi persona non americana era totalmente esclusa dall’utilizzo dei modelli di frontiera.
Un danno enorme.
Poi, resisi conto della cappellata, hanno deciso di bloccare tutto per tutti.
Questo è un precedente non da poco.
Qualcosa che cambia tutte le carte in tavola.
Era talmente scontato che dovesse accadere.
Ma il fatto che sia successo già adesso deve far riflettere.
Ora.
Non domani.
Oggi.
Se non abbiamo una nostra autonomia strategica tecnologica, siamo totalmente tagliati fuori.
Sistemi critici, militari e aziendali che utilizzano infrastrutture AI americane potrebbero, da un momento all’altro, fare puff e volatilizzarsi.
Poco tempo fa si voleva integrare Starlink come unica tecnologia satellitare militare per il Governo italiano.
Un errore strategico che avrebbe potuto costare milioni di vite.
Per fortuna non è stato fatto.
Ma l’intenzione c’era.
Per un motivo molto semplice.
Sono più forti di noi sotto tutti i punti di vista.
Costano meno.
E possiedono tecnologie di frontiera che noi semplicemente non abbiamo.
E quindi:
rinunciamo a quella funzionalità pur di usare tecnologia europea, magari più arretrata?
Oppure diamo loro il potere di mettere a repentaglio la nostra indipendenza strategica?
La domanda del secolo.
L’Europa continuerà a lottare per le sue regole?
Apple con Siri AI è la dimostrazione di un’Europa che non si fa mettere i piedi in testa facilmente.
Ma questo gioco di forza quanto durerà?
E se gli americani ci togliessero tutto?
Niente social.
Niente AI.
Niente capitali.
Un vero disastro.
E per quanto loro abbiano comunque bisogno di noi…
Siamo un conglomerato di nazioni ad alto reddito e mediamente popolose.
Fino a quando saranno disposti a essere nostri alleati?
Un grande rischio c’è all’orizzonte.
Non sono più i cari e vecchi Stati Uniti che ci hanno aiutato.
Il mondo cambia.
Gli equilibri pure.
Serve più che mai indipendenza strategica nella difesa e nella tecnologia.
Ma senza un’infrastruttura che lo permetta sarà dura.
Dobbiamo costruire un sistema.
Altrimenti verremo spazzati via e gettati nell’umido senza nemmeno troppe remore.
Vedremo.
AI slop, retention alle stelle, chi siamo senza AI?
Tutti noi utilizziamo l’AI tutti i giorni.
Tutti.
Le AI company hanno fatto un gioco che, solitamente, facevano i pizzicaroli.
Ti regalano una fetta di prosciutto per fartela assaggiare.
Poi ci rimani sotto.
E ne vuoi sempre di più.
E se alzano il prezzo ne vuoi ancora.
Perché ormai non riesci più a tornare indietro a mangiare un prosciutto di qualità inferiore.
È una perfetta metafora di quello che hanno fatto OpenAI, Google e Anthropic.
Danno i loro modelli di frontiera per due lire, o addirittura gratis.
Le persone si sono abituate talmente tanto che non riescono più a farne a meno.
Se un giorno ChatGPT non funziona per qualche ora, il putiferio.
Un intero globo piegato in due.
Finché si tratta di te che cerchi la ricetta della lasagna, pure pure.
Ma se questo piega sistemi aziendali integrati, allora è ben diverso.
Il 90% delle pull request di Bending Spoons è fatto da Claude.
E tanti altri stanno messi così.
L’AI è un acceleratore.
Produciamo più codice che mai.
Di qualità?
Dipende.
Però porta nuove funzionalità e crescita esponenziale.
E se smettesse di funzionare?
E se qualcuno spegnesse l’interruttore?
Aziende in fumo.
Processi aziendali evaporati.
E mentre in passato, anche se un servizio smetteva di funzionare, conoscevamo comunque lo storico.
Adesso non più.
Deleghiamo sapendo le cose in modo grossolano.
E senza di esso iniziamo a non saper fare più nulla.
Danno enorme.
E tu mi dirai:
“Una grande azienda avrà dei contingency plan…”
Lo credi davvero?
Buon per te.
Io credo seriamente di no.
Non capiscono ancora l’impatto effettivo che tutto questo sta avendo.
Figurati se studiano misure di emergenza in caso di assenza del servizio.
Ed è grave.
Più siamo abituati a qualcosa, più sarà doloroso quando ce lo toglieranno.
O, ancora peggio, non ce lo toglieranno.
Ci diranno semplicemente che costa il doppio.
O il triplo.
Bilanci aziendali piegati in due da una scelta strategica poco acuta.
Le tech company che si occupano di AI non sono profittevoli.
Per il momento.
Arriverà il giorno in cui verranno a riscuotere.
E tu che hai integrato i processi aziendali con gli agenti di pincopallino, sei pronto al salasso?
Ma questo vale anche per noi umili consumer.
Prima o poi l’abbonamento gratuito o da 20 dollari al mese sparirà.
E che si fa?
Sei in grado di vivere senza?
O di spendere di più?
E qui entra in gioco il tema delle AI locali.
Comprare hardware per far girare modelli in casa.
Per tutelarsi dalla mancanza di privacy e da tutti i giochetti geopolitici.
Ma costa.
E parecchio.
E sarà sempre peggio.
Vedremo.
La ricchezza che si assottiglia, middle class e rabbia
Solo nell’anno corrente abbiamo avuto l’ingresso di 400 miliardari nelle classifiche da pseudoricco che fanno arrapare i poveracci.
E per quanto odi quelle classifiche da soldi del Monopoly…
Sono comunque un dato.
Più che mai rilevante.
Oggi i miliardari sono 3.428.
E in tre anni ne sono arrivati 788.
In tre anni.
Questo comporta una forte divisione sociale.
Miliardari che crescono.
Poveri che aumentano.
Classe media schiacciata.
Futuro assai incerto.
Tutto questo porta rabbia.
Il mondo si sta polarizzando più che mai.
Le destre l’hanno capito perfettamente.
C’è paura.
La gente ha bisogno di sicurezze.
Di rassicurazioni.
Di ricette pronte.
E questo porta grandi masse a seguire ideologie di questo tipo.
Estreme.
In cui c’è una goccia di umami in un mare di merda.
Ma la rabbia rende la gente cieca.
E combatte pure.
Hanno capito perfettamente i trigger dei cittadini e li stanno usando a proprio favore.
Gli estremismi l’hanno sempre fatto.
Forse siamo noi a non ricordarcelo più.
E non sto dicendo che il mondo stia prendendo una piega autoritaria.
Sarebbe falso.
Storicamente e politicamente parlando.
Però si sta andando verso una direzione in cui il dibattito conta fino a un certo punto.
Presidenti che prendono decisioni che convengono non solo alla nazione, ma anche ai loro familiari e amici.
Guerre annunciate di venerdì per evitare ripercussioni di borsa.
Tentativi di manovrare fondi monetari sovranazionali.
E tanto altro.
Usando come leva montagne di persone affamate che darebbero consenso a chiunque, purché risolva i loro problemi più grandi.
I migranti.
La pressione fiscale.
Ma senza costruire un’infrastruttura studiata strategicamente nel lungo periodo.
Contentini.
Slogan.
Semplificazioni.
Divide et impera.
Diceva qualcuno…
E ci stanno inculando per bene.
Dall’altra parte una sinistra debole.
Non presente.
Non attaccata alla realtà.
Vittima di anni di consenso cieco.
Incapace di rincalzare.
Gli estremi continueranno a crescere.
Sempre con il guinzaglietto, eh.
Ricordatevi che fanno i fighi fino a un certo punto.
Anche i più autoritari, quando vengono minacciati da un downgrade del rating o dal mancato acquisto del loro debito pubblico, tornano rapidamente a fare i piccoli politici democristiani.
Mi ricorda qualcuno.
Spero nella nascita di un centro forte.
Un centro in grado di intercettare le persone stanche degli estremismi di destra e di sinistra.
Persone che non vogliono la pappa pronta.
Ma che sono disposte a sacrificarsi per costruire un sistema migliore.
Per noi.
Per i nostri figli.
Per i nostri nipoti.
Ma la povertà culturale purtroppo non fa sconti.
Vedremo.
L’AI sta permettendo di accelerare enormemente la crescita.
Siamo sommersi di libri, musica e cose nuove ogni settimana.
Siamo perennemente stimolati.
Novità.
Feature.
App che ci cambiano la vita ogni volta.
Eppure forse stiamo perdendo la bussola.
Siamo talmente in fermento che sono pochi quelli che si fermano a osservare.
O c’è totale disprezzo per quello che verrà.
O totale fiducia ed entusiasmo per il futuro.
Ho letto recentemente una frase, ma non ricordo di chi fosse:
“Non mi fido né di chi è troppo entusiasta né di chi la disprezza.”
Ed è la mia posizione.
Non credo che il mondo stia andando completamente allo scatafascio.
Per quanto i warning ci siano tutti.
E oggi ve ne ho proposti alcuni.
Dobbiamo stare attenti.
L’AI, per quanto sia un acceleratore, può portarci alla completa distruzione in un attimo.
Il fuoco ha portato crescita e sviluppo.
Ma ha anche ucciso milioni di persone.
E forse questa volta, se non stiamo attenti, ciò che sarà recuperabile sarà ben poco.
Quindi ben venga l’innovazione disruptive.
Ben venga l’adozione di nuove tecnologie.
Ben venga l’evoluzione.
Ma attenzione.
La storia non è vero che si ripete.
Però è un ottimo modo per evitare di commettere gli stessi errori.
Soprattutto quando le cose sono più grandi di noi.
Diffidate da chi ha una visione limpida del futuro.
Nessuno sa un emerito cazzo.
Ora più che mai.
Rimanete ancorati ai fondamentali.
Studiate.
Quello che vi piace.
Osservate il mondo in modo critico.
Ponetevi domande.
Cercate correlazioni.
E forse sarete insostituibili.
O, tutt’al più, avrete fatto qualcosa che vi interessa davvero.
Le emozioni tenetele il più lontano possibile quando osservate la realtà.
Vi prego.
Altrimenti dite minchiate pensando pure di avere ragione.
Tracciate la vostra bussola.
Però siate pronti a confutarvi.
Sempre.
Questa è solo qualche riflessione del periodo.
Se vuoi approfondire puoi scrivermi.
Può darsi che poi abbia ragione tu.
A presto.
A.L.